Nuovo fan-film dedicato all’Indagatore dell’Incubo. Il giovane regista Roberto D’Antona si racconta.

Se il primo lungometraggio ci mostra un Dylan Dog ancora insicuro, inesperto e alle prime armi, ecco che ne“Il trillo del diavolo” il protagonista compie un salto in avanti. Diventa introspettivo, scava dentro la sua mente e nel suo inconscio. È pronto per affrontare i suoi incubi, per scoprire il suo passato e dei segreti che potrebbero anche sconvolgerlo.

Roberto D’Antona, a poco più di un anno di distanza dal suo “Dylan Dog- L’inizio” torna così a dirigere, a sceneggiare e ad indossare le vesti del suo personaggio dei fumetti preferito.

La sua, però, non è solo una semplice passione che lo ha portato ad indossare la camicia rossa e la giacca nera da indagatore dell’incubo londinese. Il cinema è, ormai, il suo mestiere. E dalla nuova pellicola si nota non solo la crescita di Dylan, ma anche il perfezionamento professionale del ventenne regista pugliese. La sua penna diventa più fine, la sua sceneggiatura più matura e complessa, l’ambientazione più suggestiva. E la sua storia pare essere tratta proprio da una delle storie della collana.

d1

A primo impatto, sembra infatti di rivedere sullo schermo uno dei numeri “speciali” degli albi che celebrano il traguardo del centesimo fumetto, i venti anni di Dylan Dog o altre ricorrenze particolari. In quei numeri, infatti, nonostante ci ritroviamo tra le mani un albo della serie mensile, la sceneggiatura smette di narrarci le solite storie di zombi, vampiri e incubi quotidiani per dare spazio alla vita di Dylan: fenomeni paranormali, un passato ignoto e criptico, un padre malvagio, un padre buono e una madre sospesa nella non – morte.

Il “Trillo del Diavolo” pare seguire questo filone. Concordi?
Sì. Sicuramente “Il Trillo del Diavolo” (al contrario del precedente) cura molti più particolari, a partire dai personaggi, alle location ai semplici oggetti che in Dylan non possono assolutamente mancare.

Qualche numero, in particolare, ti ha ispirato per la realizzazione della sceneggiatura?
Il numero 100, in modo particolare, poi il resto è stata una mia idea.

La ricostruzione degli ambienti, il trucco e i costumi sono molto più ricercati e molto più elaborati rispetto al primo film. Cosa ti ha permesso ti perfezionarti ancora di più nel giro di appena un anno?
La squadra è oramai diventata una vera e propria squadra di lavoro. Abbiamo appunto fatto un reboot su Dylan per migliorare tutto ciò che nel primo, molto amatoriale, mancava. In un anno abbiamo girato tantissimo, abbiamo studiato, siam cresciuti sotto ogni punto di vista e siamo arrivati ad oggi. Ma la strada è lunghissima, e abbiamo ancora tanto da migliorare. E siamo pronti a impegnarci ancora di più.

d2

Coma mai la scelta di dedicare un secondo lavoro a Dylan Dog?
Non è un sequel, bensì un reboot, in quanto prima non potevo permettermi tante cose. Ma adesso, con una squadra che è diventata più grande e più professionale, ho deciso di regalare a Dylan un degno fan-film nella speranza che possa piacere ai fan.

Parlaci del tuo nuovo progetto, andato in onda sul web durante lo scorso fine settimana.
Si tratta della prima web series di zombie realizzata in Puglia, A.Z.A.S: ALL ZOMBIES ARE STUPID, una vera sfida per noi. In questo lavoro abbiamo migliorato sopratutto il trucco e la cura di ogni minimo particolare.

Si tratta della tua seconda web series dopo Scary Tales. Sono andate anche in tv?
Tutte sono e andranno in tv. Dylan aprirà le danze il 9 Novembre alle 23:00 su 130 del digitale terrestre (CHANNEL 24) e sarà seguito da Scary Tales e A.Z.A.S. In futuro andranno in onda anche su altre reti televisive.

Che riconoscimenti / successi hanno riscontrato, rispettivamente, i due film su Dylan Dog?
Il primo lavoro ci ha fatto conoscere sul web e i fan hanno apprezzato lo sforzo (delusi anche dal film americano dedicato al personaggio). Il secondo ha invece ricevuto complimenti direttamente dalla Sergio Bonelli Editore e sopratutto ci ha aperto tantissime porte facendoci conoscere anche in altre aziende.

Le tue produzioni, dai film su DyD alle web series, vertono intorno a storie paranormali, a figure di zombie e vampiri. C’è molto horror. Quali sono i registi e i film che ti ispirano?
In assoluto Sam Raimi e John Carpenter: amo il loro stile e cerco di seguirlo. E poi amo il cinema horror trash anni 80/90.

Hai mai pensato di realizzare qualcosa che non sia legato a queste “tematiche”?
Assolutamente si, con un budget degno mi dedicherei sicuramente a un action.

Come ti sei finanziato per Il trillo del Diavolo e la nuova web series?
Ci siamo autofinanziati. Io durante la notte faccio il regista ma durante il giorno sono cassiere in un piccolo supermarket nel mio paese. Ho scelto questo “doppio lavoro” per sostenere le spese dei miei lavori. Quando ho iniziato a lavorare la gente che entrava nel negozio mi guardava e diceva “ma sei davvero tu?” e io “c’è una videocamera che riprende, ma tu fai finta di nulla.”

d3Da chi è composto il tuo staff e chi sono i tuoi attori? Come nel primo film si tratta di giovani che si avvicinavano alla recitazione per passione? Oppure ci sono anche dei professionisti?
Per A.Z.A.S. abbiamo avuto a disposizione la compagnia teatrale Cicci Ti Santa che ci ha dato un aiuto tenico (alcune attrezzature), ma ci ha aiutato in particolar modo dal punto di vista CAST. Il resto degli attori sono stati selezionati attraverso i casting. Nel mio staff troviamo Paola Laneve che si è occupata del trucco e di ogni minimo particolare a riguardo; Michele Friuli ha curato la scenografia e gli effetti speciali di trucco;Ylenia Piccinni la nostra hair stylist, fotografa di scena e public manager e infine Michele Grassi, il nostro assistente di produzione e fonico.

Qual’è, attualmente, lo stato di salute del cinema horror italiano? I tuoi lavori che influenza possono avere in questo contesto?
Attualmente il cinema horror in Italia viene portato avanti solo da registi indipendenti con film che finiscono nell’home video. Oppure vengono girati all’estero. Io sicuramente non posso colmare un vuoto così enorme presente in Italia, ma posso contribuire a farlo.

Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro?
Il mio prossimo lavoro sarà un’altra web series, ma con un genere diverso. Un thriller psicologico dal titolo “Johnny”. Per la prima volta niente mostri e niente horror trash. Puntiamo ad un prodotto di qualità con una sceneggiatura e una recitazione molto curata. Sarà composta da 6 episodi da 25 minuti ciascuno. Le riprese inizieranno a Gennaio e a metà Novembre apriremo i casting sulla nostra pagina Facebook “Grage Pictures”.

Per vedere il film cliccare qui.

(Pubblicato su http://www.radio100passi.net)

Posted on October 31, 2012, in 100passi.globalist.it, Recensioni and tagged , , . Bookmark the permalink. Leave a comment.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: