Un silenzio che non sono abituata a sentire

C’è un silenzio che non sono abituata a sentire.
O forse si.
Forse è solo il silenzio della notte
che ruba spazio al frastuono del giorno.

C’è una casa che non sono abituata a vedere così piena.
Sono tutti lì.
A cercare riparo tra mura di cemento.
A cercare una scappatoia, sigillando l’uscio.

Un tram lento, come sempre,
scorre solitario, come non mai.
Solo lui lungo tutta la strada.
E il suo ventre è scarno.
Lo vedo dai finestrini che nessuno abbassa.

Torno a casa.
Un corriere dietro di me.
Apro il cancello e dono, spontaneamente,
un consueto gesto gentile:
lo tengo aperto, per lui.
Ma lui resta indietro, immobile,
tanti passi quanto un metro.
Mi guarda in silenzio.
Non va avanti.

Capisco.
Richiudo il cancello.
Dopo un po’ lo aprirà ed entrerà, da solo.

C’è un silenzio che non sono abituata a sentire.
E non è solo fuori, questo prolungarsi della notte.
Questo rubare il frastuono del giorno.
È anche dentro.

In fondo.

Posted on April 1, 2020, in Il blog di Grazia La Paglia. Bookmark the permalink. Leave a comment.

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