E ti attendo scalza

Quando tu entrasti nella mia casa,
io non ero preparata.

La velocità del sangue nelle vene,
il tocco sulla mia pelle
non più del vento,
ma dei tuoi polpastrelli
che sulle mie braccia
avrebbero tessuto melodia,
trovando tasti a me sconosciuti
e note mai sentite.

Quando tu entrasti nella mia casa
io avevo messo cuscini ovunque
per attutire tutto questo
e tappi nelle orecchie
per rendermi sorda all’ululare
di quell’uragano
che avrebbe infranto timpani
e spezzato ossa
e saccheggiato i miei armadi
dei consueti vestiti di festa
che adesso sono sparpagliati ovunque
alla ricerca di colori nuovi
da indossare sulla pelle bianca.

Perchè adesso
ogni volta che entri nella mia casa
è un giorno di festa.
E i vestiti non bastano più
a colmarli tutti quanti.

Ho gettato via i cuscini
e i tappi delle orecchie.

E ti attendo scalza.

Posted on May 27, 2020, in Il blog di Grazia La Paglia. Bookmark the permalink. Leave a comment.

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