Voglio fuggire e voglio restare

Quando capirai che le parole
sono macigni scaraventati
in faccia
capirai perché vorrei diventare un gatto.

Vorrei stare lì, in un angolo,
in silenzio,
a graffiare un mobile vecchio
mentre attendo che il sole tramonti.

Vorrei stare lì, pronto per un agguato
in piena notte.
Cercherò le mie prede
con la complicità della luna.
E resterò impunito.

Vorrei stare lì, nascondere i miei crimini,
e comunicarti con i miei silenzi
e le mie fusa
e i miei graffi improvvisi
che voglio fuggire e voglio restare.

Ma vorrei anche accovacciarmi.
E senza le parole – macigni sul cuore,
dirti che una carezza non è mai un crimine.
E vorrei rubartela
con la complicità della luna.

Ma ci sono le parole,
macigni che cadono giù,
all’improvviso,
da una montagna che frana.

E in quel momento no,
non vorrei più essere lì.

Vorrei attendere la luna altrove.
Ma dimmi tu
dove posso trovarlo
l’altrove.

Posted on June 3, 2020, in Il blog di Grazia La Paglia. Bookmark the permalink. Leave a comment.

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