E queste case non custodiscono più niente

E queste case
non custodiscono più niente.

Qui c’erano segreti, una volta,
risate e silenzi,
il mescolare del latte
e il cullare delle madri,
tra i loro panni bianchi
profumati di sapone.

Qui c’erano corpi, una volta,
e cercavano riposo e tregua,
abbracci notturni,
e attese di albe,
con i loro treni lenti
a vapore o a carbone.

Qui c’era un casellante,
una volta.
Faceva scorrere i convogli
che inseguivano sogni,
o che coltivavano speranze,
o che cercavano l’altro,
altrove.

Qui c’erano case piene di
mandorle e uova,
c’erano caselli
sempre accesi e attenti.

Qui c’era una vita,
tra strade silenziose.
E prima, i silenzi
erano minati da sussurri,
respiri.

Oggi sento solo
questa porta cigolare.

Posted on July 28, 2020, in Il blog di Grazia La Paglia. Bookmark the permalink. Leave a comment.

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