Ritorno in Sicilia – quei treni che non sai se ti porteranno dove vorresti, nell’orario che vorresti

Treni soppressi.
Treni in ritardo.
Treni che non sai in che binario arriveranno.
Treni che non sai se ti porteranno dove vorresti, nell’orario che vorresti.

torreAppuntamenti mancati.
Appuntamenti saltati.
Ti hanno sempre detto che certi treni passano una sola volta nella vita e che sta a te concentrarti e mettere in campo tutte le tue energie per non farteli scappare.

Ma poi capita che, pur con il biglietto in tasca, tu non riesca a prenderli.

E sei stato anche puntuale, puntualissimo.

Magari ti sei svegliato anche all’alba, hai interrotto i tuoi sogni, ti sei fatto dare un passaggio alla stazione – e non quella del tuo paese sperduto nell’entroterra siciliano, perché ormai lì non fermano più i treni. Ti sei fatto dare un passaggio nella stazione più vicina, a soli tre quarti d’ora di strada.

Ma sai, i treni non sempre si fanno prendere.

Succede in Sicilia.

Succede che, anno dopo anno, ogni volta che torni “dal nord”, o dall’estero, o anche dal centro Italia, provi a tornare a casa – nella tua casa dall’infanzia – ma niente. Quei treni sembrano sempre più rari, preziosi, merce ormai unica: prenderli sembra un colpo di fortuna.

Certo, non sempre è così.

Non tutti i giorni.

Ma succede, succede soprattutto a chi è già isolato nello sperduto entroterra siciliano.E ripeto, magari tu sei sempre puntuale e con il biglietto in mano, e magari scegli di fare un viaggio per scoprire le bellezze della tua terra.
Perché no? Magari lasciando l’auto a casa.
Inquini di meno, ti stressi di meno, puoi sederti accanto al finestrino e guardare le bellezze della tua costa.

Ma non sempre potrai goderti quel paesaggio.

Perché magari il treno non passa, o è in ritardo, o ti manderanno un bus sostitutivo “ma non sappiamo bene a che ora arriverà, adesso si organizzano”.

Tante volte, anche – e principalmente – su questo blog ho “decantato” il romanticismo dei viaggi in treno, di quei percorsi immersi nel verde selvaggio dell’entroterra per poi passare all’azzurro del Mediterraneo. Passare dal verde all’azzurro così, all’improvviso, giusto il tempo di andare oltre quella curva che scorgi davanti al tuo convoglio.

Tante volte mi sono lasciata trasportare dai ricordi di un’adolescenza trascorsa sui treni per raggiungere il liceo, per andare nella città più vicina al mio paese – sperduto dell’entroterra siciliano – per seguire corsi di musica e di giornalismo.

Inseguivo sogni – diventare musicista o diventare giornalista – ed è bello ricordare come fosse il treno ad accompagnarmi nell’inseguire quei desideri.

Ma poi smetti di sognare ad occhi aperti – o di ricordare quei viaggi in compagnia degli amici di infanzia – e fai i conti con la realtà.

Perché capita che un giorno, sotto il sole cocente siciliano, resti in una stazione ad attendere non sai quanto, non sai bene per quanto.

E vorresti chiedere informazioni, aiuto, consigli, ma le stazioni deserte, dagli uffici abbandonati, trasmettono solo voci meccaniche, fredde, distanti.

Cerchi su internet, vai su google, apri l’app.

E guardi quell’orologio impolverato. Ti chiedi se ce la farai a prendere l’aereo. O una coincidenza.
Perché qui, in Sicilia, ormai è tutto una coincidenza.

Posted on August 8, 2020, in Il blog di Grazia La Paglia. Bookmark the permalink. Leave a comment.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: