Category Archives: su giornalesicano.i

La politica del volgo, la bassezza del linguaggio della II Repubblica

grillo

Ci avviamo verso una repubblica del volgo. Lo si sente dal linguaggio ormai corrente dei suoi esponenti politici più in vista, un linguaggio volgare, nel senso letterale del volgo, appunto. Quando chiedete la ragione dell’indecenza delle battute di molti politici, sentite rispondere: “Ma così parla la gente!”. I politici parlano come la gente al bar o sotto l’ombrellone. In realtà è un inganno: più la politica non sa argomentare e affrontare i grandi problemi, più aggredisce con la finta intimità dello scurrile” (Gian Enrico Rusconi).

Perché si è arrivati a questo punto? Un punto molto probabilmente di non ritorno al punto da guardare personaggi come Nichi Vendola (che tende ad avere un linguaggio raffinato ed esemplare) come anacronistici?

Troppo facile addossare le colpe al modello proposto in questi ultimi vent’anni dal berlusconismo. Se così fosse, infatti, ritroveremmo questa pochezza di linguaggio e contenuti solo, come dice la citazione sopra riportata, tra i politici più in vista. Ma duole constatare che molto probabilmente, anche a livello locale, la scuola di Berlusconi ha forse messo radici e ha forse suoi proseliti.

Tutta colpa di Berlusconi? O tutta colpa (come dice la citazione sopra riportata) di un’incapacità di argomentare e affrontare i problemi? Scegliendo, così, una nuova strada?

Perché oggi “è politicamente corretto il dileggio, l’aggressione verbale, la volgarità, la scurrilità” (Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente). Ai posteri, che un giorno analizzeranno la situazione odierna, l’ardua sentenza.

Il giornalista è un disubbidiente

fallaci

“Essere giornalista per me significa essere disubbidiente. Ed essere disubbidiente per me significa, tra l’altro, stare all’opposizione. Per stare all’opposizione bisogna dire la verità. E la verità è sempre il contrario di ciò che viene detto”.

La citazione è di Oriana Fallaci, la prima vera giornalista italina donna che ha combattuto per poter avere nel mondo del giornalismo il posto che le spettava nonostante non portasse i pantaloni.

E nonostante abbia fatto parlare molto di sè, alimentando anche aspre polemiche per sue posizioni controcorrente, resta una figura imprescindibile: ancora adesso continua ad insegnare ai giornalisti di oggi e di domani.  Un giornalista è disubbidiente perché sta all’opposizione, dove si deve dire la verità. E la verità è sempre in quei luoghi dove non regna il plauso delle masse.

Lei lo sapeva bene. Per questo fu criticata. Ma se avesse ascoltato e seguito le masse, oggi sarebbe ancora ricordata?

Politici all’odor di mafia. O di antimafia?

sciascia

«Prendiamo, per esempio, un sindaco che per sentimento o per calcolo cominci ad esibirsi in interviste televisive e scolastiche, in convegni, conferenze e cortei come antimafioso: anche se dedicherà tutto il suo tempo a queste esibizioni e non ne troverà mai per occuparsi dei problemi del paese o della città che amministra (che sono tanti, in ogni paese, in ogni città: dall’acqua che manca all’immondizia che abbonda), si può considerare come in una botte di ferro.

Magari qualcuno, molto timidamente, oserà rimproverargli lo scarso impegno amministrativo: e dal di fuori. Ma dal di dentro, nel consiglio comunale e nel suo partito, chi mai oserà promuovere un voto di sfiducia, un’azione che lo metta in minoranza e ne provochi la sostituzione?

Può darsi che, alla fine, qualcuno ci sia: ma correndo il rischio di essere marchiato come mafioso, e con lui tutti quelli che lo seguiranno. Ed è da dire che il senso di questo rischio, di questo pericolo, particolarmente aleggia dentro la democrazia cristiana: et pour cause, come si è tentato prima di spiegare. Questo è un esempio ipotetico».

Corriere della Sera, 10 gennaio 1987 – Leonardo Sciascia.

Oggi questa riflessione è più attuale che mai e basta anche solo sostituire la parola “sindaco” con quella di “presidente, assessore, deputato o consigliere” per far si che il risultato non cambi.

Chi è il vero mafioso oggi?

Tornano i Gogol Bordello. Musica dell’est, filosofia orientale e sound messicano

Malandrino, un inno ribelle e festoso, anticipa l’uscita del nuovo album che parla di “vita pura” e che miscela, come solo i Gogol Bordello sanno fare, melodie dell’est europeo e gitane, filosofia orientale e sound messicano della musica mariachi.

malandrino

Un mix che conferma non solo lo stile del gruppo, ma anche il loro nuovo obiettivo: andare alla ricerca di una unione tra le persone e creare una coscienza mondiale.

Così raccontano il loro nuovo lavoro, a tre anni dall’ultimo cd, Eugene Hutz e band che si preparano a tornare con “Pura vida conspiracy”. Nell’attesa dell’uscita ufficiale del nuovo album, prevista per il 23 luglio, hanno già diffuso un singolo estratto, Malandrino,

Le nuove canzoni, come dichiara il frontman Hutz, si proiettano verso qualcosa di nuovo rispetto ai precedenti lavori, ossia verso la ricerca del potenziale umano. In una intervista rilasciata alla celebre rivista Rolling Stone Usa, Hutz ha anche definito il nuovo capitolo discografico come il più energico rispetto ai lavori creati fino a

d oggi. “Per me la musica è questo, esplorazione del potenziale umano. E’ il mio maggiore interesse nella vita. Tutti sappiamo che c’è qualcosa dentro di noi che non usiamo. Come lo raggiungiamo? E’ un dilemma. Ognuno sa che c’è, ma nessuno sa cosa è di preciso. Così mi sono detto: ‘Ora vado a fondo e lo raggiungo’. Ed è nato questo disco”.

Come già accennato, nell’attesa dell’uscita del nuovo cd i Gogol Bordello hanno regalato ai fans una anticipazione con i singolo Malandrino (clicca qui per ascoltare). Si tratta di un brano dedicato alla pura gioia di essere se stessi, non tenendo conto dei giudizi della società.

Il ritorno de “I Ministri” e il valore delle cose. Ad aprile doppio appuntamento in Sicilia

per un passato

La mia casa non vale niente. Il mio orologio non vale niente. Il mio vestito non vale niente. La mia chitarra non vale niente. Il mio contratto non vale niente. La mia esperienza non vale niente. Il mio voto non vale niente.”

Cantano così I Ministri, gruppo rock melodico milanese che si prepara a tornare sulle scene musicali con il quarto album “Per un passato migliore” e con il primo singolo estratto “Comunque”, uscito ieri.

Un’auto-analisi dei vuoti della propria esistenza, dei falsi simulacri che la riempiono e a cui ci aggrappiamo per darci un senso, per distrarci, per riempirci e per non affrontare la realtà. Assorbiti quotidianamente nei nostri “bei progetti di lavoro”, dal “sudore e fiducia cieca nel lavoro”, forse trascuriamo l’essenziale.

Il passaggio dal tu all’ io in un testo forse dai sapori adolescenziali di libertà e di condanna dei vincoli borghesi, fa comunque riflettere e crea un ritratto dell’uomo moderno che, ieri come oggi, continua riempie i suoi vuoti con belle case e bei vestiti, per poi stupirsi degli orari di lavoro di panettieri “che escon di case prima dei giornali”.

Ma il testo del nuovo singolo affianca a questo scenario triste una possibilità di riscossa. La lista di ciò che non vale niente e di ciò che ci distrae per non guardare al proprio mondo interiore termina con “tanto vale provarci comunque”.

Perché quel che conta è la “volontà di continuare a provarci, a dare il meglio– hanno spiegato alla stampa – anche quando veniamo messi di fronte alla sostanziale inutilità della maggior parte dei meccanismi delle nostre esistenze”.

Meccanismi contorti che vanno affrontati comunque.

Il nuovo album uscirà il 12 marzo mentre il tour de I Ministri partirà da Roma il 15 marzo.L’appuntamento con la Sicilia è fissato per il 19 e 20 aprile, rispettivamente a Catania e Messina.

(pubblicato su giornalesicano.it)

Grillo: Anche se uno è di Casa Pound io lo candido.

5

Una nuova dichiarazione di Grillo lascia perplessi circa la sua vicinanza con Casa Pound, il centro sociale di ispirazione fascista.
Già precedentemente, infatti, erano emersi dei particolari episodi che lasciavano intendere una cerca sintonia tra i grillini e il centro sociale. Episodi di cui avevamo parlato in un articolo dello scorso 11 dicembre.
Il comico che da il nome ai suoi seguaci (nonostante si dichiari non leader) ha infatti dichiarato ieri, davanti 

agli uffici per il deposito dei simboli per le prossime elezioni politiche, che “anche se uno è di Casa Pound, ma ha i requisiti da noi previsti, io lo candido. La democrazia è questa.”
Forse Grillo dimentica le ispirazioni ideologiche del centro sociale che, essendo fasciste, non hanno molta attinenza con il concetto di democrazia. Poi aggiunge: “Il tempo delle ideologie è finito. Il M5S non è fascista; non è di destra, non è di sinistra. È alleato dei movimenti con cui condivide gli obiettivi. Invece, le porte per i partiti, anche per quelli riverginati, sono chiuse, serrate per sempre.” Dichiarazione che va in controtendenza con il concetto di democrazia poco prima sbandierato, quindi. E un rigetto per la politica tradizione, tipico dello stile del comico e che dimostra ancora una volta come Grillo e M5S siano l’antipolitica per eccellenza.

Brevemente, si riportano gli altri episodi che avevano già messo in evidenza lo strano legame con Casa Pound.

All’interno del consiglio del Quartiere Navile (Bologna), nel mese di dicembre, si discusse un punto all’Odg del Pdl dove si leggeva che Consiglio,«a seguito del vergognoso attentato di stampo terroristico subìto da Casapound Bologna per mano di tre giovani anarco-insurrezionalisti, esprime solidarietà a Casapound Bologna e agli Agenti rimasti contusi nelle fasi dell’arresto dei malviventi». Ad opporsi a tale Odg solo i voti del centrosinistra che hanno così cestinato l’iniziativa solidale del Pdl. Voti a favore, invece, dal M5S.
L’episodio a cui faceva riferimento il punto dell’O.d.g era quello di tre giovani ventenni che lanciarono un molotov contro la sezione bolognese di Casa Pound. Gesto violento, che portò all’arresto 

dei giovani. Ma, contemporaneamente al lancio del molotov, si svolgeva una manifestazione pacifica che chiedeva la chiusura del locale di centro destra. Manifestazione alla quale hanno partecipato mille persone, contrarie quindi alla presenza del centro sociale.

A Bolzano, invece, i consiglieri del M5S uscirono per protesta dall’aula, accompagnati da altri consiglieri di destra, perché la maggioranza non era intenzionata a iscrivere all’albo delle associazioni culturali l’organizzazione “Casa Italia” legata a Casa Pound. 

Infine a Rimini, sempre per calpestare la memoria storica, la consigliera grillina Franchini votò contro un Odg della Federazione della Sinistra che chiedeva all’amministrazione di non concedere piazza Tre Martiri a Forza Nuova (movimento di destra) per una manifestazione. La Federazione chiese di non conc

 

edere quel luogo perché a piazza è dedicata ai tre partigiani Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani che furono impiccati a Rimini. La piazza non era quindi il luogo più adatto per una manifestazione di destra, ma alla consigliera poco importò

 (pubblicato su http://www.giornalesicano.it)

Fuoricampo. A Palazzo Steri la mostra di ipotetici fotogrammi di una storia

fuoricampo

PALERMO – Dopo aver lasciato la sua città natale a 19 anni, il regista e filmmaker Gabriele Gravagna torna a Palermo per presentare “Fuoricampo”, la sua mostra fotografica a cura di Alessandro Pinto e Manrica Rotili. Non si tratta, però, solo di fotografie. “Fuoricampo” porta a Palazzo Steri anche diversi testi, uno per ogni foto. Voci appunto “fuoricampo” che accompagnano i visitatori all’interno del mondo della cinematografia, posando l’attenzione su ciò che accade fuori dal campo visivo del quadro ma che resta comunque presente nell’immaginario spazio adiacente. “Le immagini di Gabriele Gravagna raccontano quindi l’ extra-scenico, sono inquadrature, ipotetici fotogrammi di una storia – spiegano i due curatori di Fuoricampo. – I testi sono invece il momento in cui il fuoricampo prende corpo, un corpo verbale, sono il risultato dell’immagine/leva che solleva e proietta piani immaginari.

La mostra aprirà le porte ai visitatori il 28 dicembre a Palermo, città scelta come location per l’allestimento della mostra perché, nonostante l’artista viva ormai a Roma da diversi anni, “ mantiene un legame forte con la propria città, al punto da voler realizzare qui la sua prima personale fotografica – continuano Pinto e Rotili. – Andrea Di Marco è stata la persona che ha permesso di concretizzare il progetto in tempi brevi. Fuoricampo ha avuto una lunga gestazione, a lungo non ha avuto un titolo definitivo, la raccolta delle otto narrazioni ha richiesto tempo e gli impegni delle persone coinvolte nel progetto erano difficilmente compatibili. La scorsa estate il progetto ha finalmente preso una forma definitiva, Alessandro Pinto lo ha presentato ad Andrea, il quale da subito ha sostenuto e creduto nel progetto quasi più di noi stessi. È così che siamo entrati in contatto con Temporary Museum e finiti a Palazzo Steri.”
Come già detto, creare otto testi per otto foto non è stata un’operazione del tutto semplice ma tutti gli autori hanno rigorosamente due elementi in comune: lavorano con la scrittura e hanno un forte legame con la cinematografia (e con Palermo). Si tratta di autori che Gravagna ha incontrato lungo il proprio percorso lavorativo e di vita, in tempi e occasioni molto diverse tra di loro. Si tratta diClelio Benevento (montatore per il cinema), Marco Valerio Bonazzi (consulente storico per documentari e insegnante di italiano per stranieri a Palermo), Claudio Canepari (produttore cinematografico di Magnolia s.p.a e autore di docufilm incentrati su rilevanti eventi di cronaca siciliana),Piergiorgio Di Cara (dirige il Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, appassionato di letteratura, scrittore e ha elaborato diversi progetti di fiction, docufiction e sitcom), Giacomo Frignani(regista televisivo), Maximilien Gobiet (fonico di presa diretta per cinema e film documentari), Massimo Provenza (Direttore Amministrativo della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e scrittore), Paolo Santolini (regista di documentari per cinema e televisione).
La scelta di creare otto testi per otto foto e di esporre entrambi i lavori insieme nasce per “esplicitare il concetto di fuoricampo – spiegano i curatori della mostra. – I testi sono le voci fuoricampo che narrano l’ipotetico plot dell’immagine, e allo stesso tempo sono le ipotesi che lo spettatore produce sull’immagine non-visibile, sono interpretazioni sulla realtà. Ecco perché il titolo delle foto corrisponde al titolo dei testi.”
“Fuoricampo” verrà presentata con una conferenza stampa il 28 dicembre presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate nel complesso di Palazzo Steri, alle ore 18. Alla conferenza parteciperanno, oltre all’artista, anche Marco Valerio Bonazzi, Piergiorgio Di Cara e Massimo Provenza, tre degli autori dei testi. Subito dopo, alle ore 19, presso la Sala delle Verifiche di Palazzo Chiaramonte-Steri, saranno aperte le porte ai visitatori. La mostra sarà aperta da lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.

(pubblicato su giornalesicano.it)

Grillini bocciano il Giorno della Memoria. “Perche’ dare soldi solo agli ebrei?”

Accade a Milano, al Consiglio di Zona 3. Patrizia Bedori, consigliera del M5S, deve votare a favore o contro la delibera che prevede di investire un budget di circa 3mila euro per il Giorno della Memoria 2013, finanziando diverse iniziative tra cui l’incontro con un testimone dell’Olocausto.

La consigliera, che si dice d’accordo con iniziative e spese previste, deve però sottoporre la questione al dibattito sul gruppo facebook di sostegno al M5S Zona3. Infatti, secondo la prassi, prima di votare deve constatare quale sia il parere dei grillini che rappresenta tramite il noto social network. Secondo il sito Mosaicco-cem.it, i grillini avrebbero commentato l’iniziativa con frasi come«Perché dare soldi solo agli ebrei?” «Sono soldi pubblici, non è giusto sprecarli così».

Giunta al coniglio, quindi, Bedori ha dovuto votare contro la delibera, nonostante lei si fosse dichiarata favorevole alle celebrazioni che ricordano le le vittime del nazismo e del fascismo, della Shoah e tutti coloro che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati. Ma i grillini hanno detto no.

Non è importante ricordare, investire in attività culturali per far conoscere alle nuove generazioni quali furono le crudeltà dei grandi totalitarismi del novecento? Ai grillini l’ardua sentenza. 

 

Grillini e Casa Pound. Amore a 5 stelle?

5Cosa porta il Movimento 5 Stelle a esprimere spesso solidarietà e sostegno per un movimento di ispirazione fascista come Casa Pound?

Una serie di episodi, infatti, lasciano sorgere spontaneamente questa domanda. Si tratta di semplici coincidenze? Di fatti di poca rilevanza? Forse si. O forse no.

Passiamo ai fatti.

L’ultimo episodio che sta suscitando polemiche si è verificato all’interno del consiglio del Quartiere Navile (Bologna) dove si è discusso un punto all’Odg del Pdl. Nel dibattuto Odg n. 68 si legge che il Consiglio, «a seguito del vergognoso attentato di stampo terroristico subìto da Casapound Bologna per mano di tre giovani anarco-insurrezionalisti, esprime solidarietà a Casapound Bologna e agli Agenti rimasti contusi nelle fasi dell’arresto dei malviventi».

Ad opporsi a tale Odg solo i voti del centrosinistra che hanno così cestinato l’iniziativa solidale del Pdl. Voti a favore, invece, dal M5S.

Ma cosa era successo? Tre giovani ventenni (Francesco De Medici, Alessandro Mancuso e Emanuele Platì)sono stati arrestati con l’accusa di aver lanciato molotov contro la sezione bolognese di Casa Pound. Gesto violento, certo, e non ammissibile che, però, non va a sminuisce un altro episodio. È stata organizzata, infatti, una manifestazione pacifica che chiedeva la chiusura del locale di centro destra. Manifestazione alla quale hanno partecipato mille persone.

I grillini, quindi, hanno deciso di sostenere la richiesta di “solidarietà”. Potrebbe anche non essere strano, considerando l’attacco violento subito da Casa Pound. (Anche se, piccola parentesi, tra i tre ragazzi definiti come anarco insurrezionali era presente il figlio di un ex assessore del Pdl di Catanzaro. Pecora nera della famiglia, quindi? O definizione pompata e poca idonea per descrivere il giovane?)

Quello che sembra strano è il verificarsi di altri episodi che hanno evidenziano una particolare propensione del Movimento grillino per Casa Pound e altre espressioni politica di estrema destra.Episodi che hanno già altre volte causato bufere dentro e fuori il M5S.

A Rimini la consigliera Franchini ha votato contro un Odg della Federazione della Sinistra che chiedeva all’amministrazione di non concedere piazza Tre Martiri a Forza Nuova per una manifestazione. Non ci sarebbe niente di strano, se non il fatto che la piazza è dedicata a tre partigiani (Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani) che furono impiccati a Rimini. Di certo non era il luogo più adatto per una manifestazione di destra (Sempre se si vuole rispettare la memoria).

A Bolzano, invece, i consiglieri del M5S uscirono per protesta dall’aula, accompagnati da altri consiglieri di destra, perché la maggioranza non era intenzionata a iscrivere all’albo delle associazioni culturali l’organizzazione “Casa Italia”, legata a Casa Pound. 

(pubblicato su giornalesicano.it)

Le atmosfere greche di Capossela approdano in Sicilia

caposselaTre nuovi appuntamenti, tra Palermo e Catania, con il cantante salentino che arriverà in Sicilia a partire da domani sera, 12 dicembre, con il tour “Rebetiko Gymnastas”.

La  prima tappa di Vinicio Capossela sarà Palermo dove, presso i Candelai, si esibirà per due serate consecutive a partire dalle ore 21.30. Il 14 dicembre, invece, l’appuntamento si sposta a Catania presso il Circolo Arci Mercati Generali.

Quello di Capossela non sarà un tradizionale concerto. Infatti, dallo scorso 2 novembre, il cantante porta in tutta Italia la sua nuova musica accompagnato da una banda italo greca e praticando la rebetika ginnastica che ha lo scopo di tenere in esercizio la parte anticonvenzionale dell’uomo, in luoghi adatti ad avere piedi, mani e cuore liberi.

Il tour prende il nome dall’omonimo cd, ultimo lavoro di Capossela, pubblicato nel mese di giugno e registrato all’interno di una suggestiva atmosfera ateniese.

Lo speciale e “anticonvenzionale” tour ha segnato il tutto esaurito in più di 30 appuntamenti sparsi nella penisola. Adesso tocca alla Sicilia ascoltare melodie innovative e praticare la rebetika ginnastica.

Il prezzo del biglietto è di 25 euro per le date palermitane e di 30 euro per quella catanese. É possibili acquistarli sia sul circuito Boxoffice che su Tiket One.

(pubblicato su giornalesicano.it)