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Grillo: Anche se uno è di Casa Pound io lo candido.

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Una nuova dichiarazione di Grillo lascia perplessi circa la sua vicinanza con Casa Pound, il centro sociale di ispirazione fascista.
Già precedentemente, infatti, erano emersi dei particolari episodi che lasciavano intendere una cerca sintonia tra i grillini e il centro sociale. Episodi di cui avevamo parlato in un articolo dello scorso 11 dicembre.
Il comico che da il nome ai suoi seguaci (nonostante si dichiari non leader) ha infatti dichiarato ieri, davanti 

agli uffici per il deposito dei simboli per le prossime elezioni politiche, che “anche se uno è di Casa Pound, ma ha i requisiti da noi previsti, io lo candido. La democrazia è questa.”
Forse Grillo dimentica le ispirazioni ideologiche del centro sociale che, essendo fasciste, non hanno molta attinenza con il concetto di democrazia. Poi aggiunge: “Il tempo delle ideologie è finito. Il M5S non è fascista; non è di destra, non è di sinistra. È alleato dei movimenti con cui condivide gli obiettivi. Invece, le porte per i partiti, anche per quelli riverginati, sono chiuse, serrate per sempre.” Dichiarazione che va in controtendenza con il concetto di democrazia poco prima sbandierato, quindi. E un rigetto per la politica tradizione, tipico dello stile del comico e che dimostra ancora una volta come Grillo e M5S siano l’antipolitica per eccellenza.

Brevemente, si riportano gli altri episodi che avevano già messo in evidenza lo strano legame con Casa Pound.

All’interno del consiglio del Quartiere Navile (Bologna), nel mese di dicembre, si discusse un punto all’Odg del Pdl dove si leggeva che Consiglio,«a seguito del vergognoso attentato di stampo terroristico subìto da Casapound Bologna per mano di tre giovani anarco-insurrezionalisti, esprime solidarietà a Casapound Bologna e agli Agenti rimasti contusi nelle fasi dell’arresto dei malviventi». Ad opporsi a tale Odg solo i voti del centrosinistra che hanno così cestinato l’iniziativa solidale del Pdl. Voti a favore, invece, dal M5S.
L’episodio a cui faceva riferimento il punto dell’O.d.g era quello di tre giovani ventenni che lanciarono un molotov contro la sezione bolognese di Casa Pound. Gesto violento, che portò all’arresto 

dei giovani. Ma, contemporaneamente al lancio del molotov, si svolgeva una manifestazione pacifica che chiedeva la chiusura del locale di centro destra. Manifestazione alla quale hanno partecipato mille persone, contrarie quindi alla presenza del centro sociale.

A Bolzano, invece, i consiglieri del M5S uscirono per protesta dall’aula, accompagnati da altri consiglieri di destra, perché la maggioranza non era intenzionata a iscrivere all’albo delle associazioni culturali l’organizzazione “Casa Italia” legata a Casa Pound. 

Infine a Rimini, sempre per calpestare la memoria storica, la consigliera grillina Franchini votò contro un Odg della Federazione della Sinistra che chiedeva all’amministrazione di non concedere piazza Tre Martiri a Forza Nuova (movimento di destra) per una manifestazione. La Federazione chiese di non conc

 

edere quel luogo perché a piazza è dedicata ai tre partigiani Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani che furono impiccati a Rimini. La piazza non era quindi il luogo più adatto per una manifestazione di destra, ma alla consigliera poco importò

 (pubblicato su http://www.giornalesicano.it)