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La Repubblica – Le donne immigrate a scuola di italiano e di cucito

Cento donne immigrate della città, tra cui cinquanta ex vittime della tratta, sono state ospiti del Complesso di Sant’Antonino dell’Università di Palermo per la presentazione di un progetto interamente dedicato a loro. “I saperi per l’inclusione”, voluto dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo e sostenuto da numerose associazioni che da anni operano a Palermo nel nome dell’integrazione, permetterà alle donne straniere selezionate di seguire gratuitamente corsi di lingua italiana, di taglio e cucito, di educazione civica, per la gestione di strutture d’accoglienza e sulla salute del bambino.

donne

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Per un giornalismo che rispetti le donne

donne nigeriane(articolo ripreso dalla pagina principale di Globalist
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=38474&typeb=0&-Per-un-giornalismo-che-rispetti-le-donne )

Rifacendosi all’articolo 9 del codice deontologico del giornalista che recita:”Nell’esercitare il diritto-dovere di cronaca, la giornalista o il giornalista è tenuta/o a rispettare il diritto della persona alla non discriminazione per razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali”, il coordinamento antitratta “Favour e Loveth”organizza, per giovedì 17 gennaio, un sit-in in via Principe di Belmonte.
“Considerando che il linguaggio dei media veicola e diffonde il pensiero prevalente nella società e ne perpetra pregiudizi e stereotipi, considerato che un uso corretto e non sessista della lingua italiana è presupposto fondamentale per avviare un percorso culturale di reale parità tra i sessi” il coordinamento chiede, tramite un comunicato, l’adesione di tutte le donne – giornaliste della città alla lettera aperta rivolta ai giornalisti. Lettera che chiede un corretto utilizzo della lingua al fine di garantire il rispetto della donna in quanto tale, chiunque essa sia. La lettera spiega come nasce il coordinamento e quali errori abbia commesso la stampa.
Tutto inizia con l’uccisione di due donne nigeriane, Favour e Loveth, costrette a prostituirsi all’interno di una situazione di schiavitù dalla quale non potevano sottrarsi. Da questi omicidi e dall’indifferenza generale nei confronti di questa problematica sociale si è levata la protesta di tanti palermitani che si sono raccolti in una grande fiaccolata e che, prima ancora, nel febbraio 2012, hanno costituito il Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth”. “L’auspicio del Coordinamento – si legge nella lettera, – è che, almeno nella nostra città, il contrasto alla tratta delle schiave diventi una priorità nell’agenda delle Istituzioni, della Politica e del Giornalismo d’inchiesta. Non è una città civile – continua il documento- quella in cui, dopo tutto questo, in occasione del suicidio in carcere dell’uomo che ha ucciso e bruciato il corpo di Favour, campeggiavano nei giornali titoli del tipo “suicida l’assassino di una prostituta”. Mentre alcun cenno si faceva alla storia della ragazza né al suo stato di schiavitù, sortendo un effetto indubbiamente depistante rispetto al messaggio che sarebbe stato importante lanciare ai cittadini.
“Queste le motivazioni che portano alla creazione del sit – in, della lettera aperta e della richiesta di adesione alle giornaliste di Palermo. “La lotta contro lo sfruttamento, la violenza e la tratta non va demandata solo alle associazioni di settore e alle Forze dell’Ordine. È importante diffondere la consapevolezza che questa battaglia di civiltà coinvolge tutte e tutti, non ultimi voi Giornalisti.”

(pubblicato so 100passi.globalist.it)